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Come innaffiare le piante in vacanza? Affidati ai plant sitter

  • Casa

Ci avviciniamo alla stagione estiva e come ogni anno la domanda è “come innaffiare le piante in vacanza?”.  I balconi e le case piene di piante regalano gioie e buon umore: se sei ancora indeciso su come creare un terrazzo fiorito ti consigliamo questo articolo, mentre se le tue passioni sono l’orto e l’autoproduzione non perderti quest’altro. Ma quando è il momento di andare in vacanza chi se ne prende cura?

Sono anni che importuni la vicina di casa, e hai il sospetto che il tuo limone sia stato sabotato? Tua madre al grido di “Poi mi dimentico” ti ha allagato il bonsai e ora giace nel tuo giardino?  L’amica al contrario ha pensato di non annaffiare la lavanda “Tanto è una pianta che è sempre al sole, non le serve acqua”?… ORA BASTA!

Qui 5 soluzioni –  a prova di imbranat* –  per innaffiare le piante in vacanza e salvare loro la vita.  Mai più piante secche al ritorno! E per dare più gusto al tutto, anche qualche divertente aneddoto personale.

Impianto irrigazione “comune”

Se abitate in un condominio la soluzione più economica e semplice è posizionare i vasi in prossimità degli irrigatori comuni. Lo ammetto: la scorsa estate ho usufruito anche io di questa opzione.

Irrigatore comune annaffiare piante in vacanza

PRO: sai che quotidianamente le tue piantine riceveranno una dose d’acqua .

CONTRO: l’acqua non sarà legata al reale bisogno della terra e se hai, come me, dei condomini non troppo attenti potresti ritrovarti alcune piante secche, casualmente spostate rispetto alla posizione iniziale.

Bottiglie Rovesciate

 È il metodo più comune per innaffiare le piante in vacanza. Vi basterà conservare delle bottiglie di plastica (meglio da 1 litro per non esagerare con il peso sul vaso), applicare il gocciolatore (potete trovarlo su Amazon) riempirle d’acqua e solo dopo averle posizionate effettuare dei buchi sul fondo della bottiglia.

Conosci il servizio
di plant sitting dei Botamici?

 

PRO: economico e veloce. Per esperienza personale una bottiglia da un litro può durare anche 10/15 giorni, a patto che non sia sotto la luce diretta del sole. 

CONTRO: vi racconto la mia esperienza personale. Il grande limite di questo metodo è che il gocciolatore deve essere regolato da voi. Per questo vi consiglio di fare qualche test prima di abbandonare le piante al loro destino. Aggiungo di controllare che la bottiglia sia ancorata saldamente al terreno e che il vaso sia in zona riparata.

 Perché dico questo? Due anni fa sono stata in vacanza per un periodo piuttosto lungo, il mio balcone è esposto a sud e per questo ho preferito riparare le piante più delicate in casa con un finestra socchiusa in modo che ci fosse ricircolo d’aria. 

Irrigazione Bottiglie

Purtroppo non avevo regolato in modo corretto il gocciolatore e l’acqua è uscita troppo rapidamente. Al mio ritorno ho trovato il parquet allagato. Memore di questo errore il secondo anno ho lasciato tutto sul balcone, pensando: “Se va male allago l’esterno”. Il gocciolatore era corretto ma purtroppo il forte vento ha portato via la bottiglia, facendo cadere l’acqua nel terrazzo dei vicini. 

Insomma valutate voi se preferite mantenere un buon vicinato o cambiare il pavimento di casa o affidarvi ad un altro metodo.

Acqua addensata

Per le piante già invasate sarà necessario eseguire dei fori all’interno del terriccio, che dovranno essere riempiti in parte con i granuli di gel e in parte con il terriccio; successivamente si potrà procedere con l’irrigazione.

PRO: facilissimi da usare. Altri vantaggi? la riduzione del consumo di acqua, autoregolazione del fabbisogno idrico delle piante. Autonomia fino ad un massimo di 30 giorni

CONTRO: come tutti i prodotti ha efficacia differente in base a diversi terreni, un geranio lo scorso anno è sopravvissuto, un altro no. Meglio utilizzarlo su piante in zone ombreggiate che non richiedono acqua quotidiana.

Irrigazione con corda

Altra idea è quella di utilizzare fili di cotone o nylon. La manualità è ridotta a zero: immergete una estremità del filo in un contenitore e l’altra estremità nel terreno, ad una profondità di almeno 8 cm.

PRO: facilmente attuabile per tutte le tipologie di piante

CONTRO: il filo deve essere solo dei materiali sopra indicati, altre tipologie non trattengono in modo adeguato l’acqua. Altro punto importante è non usare un filo sottile, in caso contrario potreste intrecciare altri fili in modo che trattengano al meglio l’acqua. Ultimo ma non meno importante, valutate la dimensione del contenitore in base alle necessità della pianta. Anche in questo caso consigliamo una settimana di test prima dell’abbandono.

Plant Sitter

Potete affidare le vostre piante a veri plant lover, un team di appassionati che possono curare le tue piante quando sei fuori casa

PRO: puoi
portarle direttamente a casa di un plant sitter o se preferisci possono ritirarle direttamente. Riceverai aggiornamenti sulla tua piantina e ti assicurano che non sarà mai sola, ascoltando i suoi bisogni.

Non puoi più prenderti cura di una pianta? I plant sitter ti possono aiutare a trovarle una nuova casa. 

Inoltre potrai scegliere tu la persona a cui affidartitrovi le schede di presentazione qui. Ti stai ancora chiedendo chi sono i Plant Sitter? Noi BOTAMICI!

Mentre il form per poterci contattare è a disposizione qui sotto!